INDAGINE GEOFISICA IN UNA STAZIONE FERROVIARIA
In data 5 Maggio 2012, poco prima quindi degli eventi sismici del 20-29 maggio
2012, era stato eseguito un primo sopralluogo nel piazzale di una sottostazione
elettrica di un comune del mantovano: in tale piazzale si erano manifestate
deformazioni nel manto in conglomerato bituminoso della pavimentazione
e fessurazioni nelle opere murarie perimetrali.
Tali deformazioni erano state oggetto di precedente indagine geologica
che aveva escluso, quali possibili cause, cedimenti del terreno e rigonfiamenti
del terreno naturale o del riporto. L’indagine riconosceva comunque che
le deformazioni erano provocate da movimenti orizzontali, non precisati.
La documentazione fotografica riportata in relazione ci aveva fatto in un primo
tempo ipotizzare che tali spinte orizzontali potessero essere dovute ad onde
superficiali provocate dal passaggio di treni merci carichi: questa ipotesi
prevedeva che effetti di risonanza di queste onde, confinate all’interno
dell’area dalla recinzione in c.a che diveniva una sorte di cassa acustica,
potessero incrementare la loro energia, tale da provocare le deformazioni prodotte.
Nel corso del primo sopralluogo le forma e la disposizione
delle deformazioni sembrava confermare tale ipotesi: un treno d’onda,
con provenienza SSE, entrava nell’area della stazione e, aggirando gli
ostacoli rappresentati dalle opere in c.a., quali la cabina ed i plinti di fondazione
dei tralicci, avanzavano in direzione NNW, lasciando nel piazzale asfaltato,
quale loro impronta, la forma del loro andamento ondulatorio. La loro energia
si dissipava contro la recinzione esterna creando così distacchi, fessurazioni
ed inclinazione della recinzione verso l’esterno.
Al fine di verificare la veridicità di tale ipotesi,
è stata proposta una indagine geofisica, avente principalmente
lo scopo di misurare l’entità delle deformazioni prodotte nel piazzale
al passaggio dei treni, in particolare dei treni merci carichi aventi direzione
Sud verso Nord.
Relazione
completa in formato PDF (2 Mb)

APPROCCIO SINERGICO FRA INDAGINI GEOFISICHE E GEOELETTRICHE NELLA DETERMINAZIONE DI CAVITA' SOTTERRANEE
La metodica descritta nel documento qui in allegato (PDF; 500 Kb) esemplifica, sulla base di un caso applicativo pratico, l'efficazia di un approccio sinergico fra indagini geofisiche di tipo sismico (tomografia sismica) e indagini geo-elettriche (tomografia elettrica) nella determinazione della presenza di cavità sotterranee in ambienti collinari.
| Sommario del documento 1. Premesse 2. Cenni teorici e strumentazione utilizzata 2.1 Indagini geofisiche di tipo sismico 2.2 Prospezione simica a rifrazione 2.3 Indagine sismica di tipo passivo in array (Re.Mi.) 2.4 Indagine sismica di tipo passivo a stazione singola (H.V.S.R.) 2.5 Indagine geo-elettrica con inversione tomografica 3. Evoluzione normativa e cenni di ingegneria sismica 4. Analisi sismica di sito e definizione categoria di sottosuolo 4.1 Risultati ottenuti dalle indagini sismiche effettuate 4.2 Prospezione sismica a rifrazione con inversione tomografica 4.3 Indagine sismica passiva in array (Re.Mi.) 4.4 Indagine sismica passiva a stazione singola (H.V.S.R.) 4.5 Categoria di sottosuolo di fondazione secondo le Norme Tecniche sulle Costruzioni - D.M. 14 gennaio 2008 5. Analisi geoelettrica e resistività del sottosuolo | Allegati (PDF; peso medio 300 Kb)  Bibliografia essenziale |
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